giovedì, 19 novembre 2009, ore 11:01

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giovedì, 12 novembre 2009, ore 11:54

File2599Le tre verità. Azione Giovani, Experia, Cervantes.

di Giovanni Grillo www.cataniapolitica.it    

Lo sgombero del centro sociale Experia ha avuto come conseguenza, oltre che lo scatenarsi di polemiche e dichiarazioni, il riportare all’attualità il problema della mancanza di spazi aggregativi per i giovani nella nostra Catania. Nello spirito di questa rubrica abbiamo deciso di parlare della questione da tre differenti e contrapposti punti di vista. Ovvero da quello di Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale, dell’Experia, il centro sociale di sinistra, e del Cervantes, esempio di destra occupante. Abbiamo posto le 5 domande a Giacomo Bellavia, Giacomo Cacia e Fernando Adonia.

D. Lo sgombero dell’Experia è stato l’evento più dibattuto degli scorsi giorni, a mente fredda, qualche ulteriore considerazione?

R- Rispetto a quanto abbiamo dichiarato a seguito dello sgombero c’è poco d’aggiungere. Con un po’ di sarcasmo, è sembrato che le nostre dichiarazioni siano state una notizia nella notizia. Restiamo stupiti! A Sinistra sono state interpretate come una sviolinata ipocrita, mentre a Destra come una ingiustificata “perdita della ragione”. Non è così! Abbiamo semplicemente cercato di leggere i fatti con equilibrio, inserendo la faccenda Experia sullo sfondo di un degrado cittadino che è sotto gli occhi di tutti. Alla Sinistra rispondiamo immediatamente, che è fuori luogo per una realtà occupante come la nostra invocare lo sgombero per altri occupanti; mentre alla Destra diciamo che il nostro essere antimarxisti è indubbio, ma le differenze ideologiche non possono essere un motivo per non riconoscere che i problemi sollevati dall’Experia sull’Antico Corso siano reali e urgenti.

 D. C’è a Catania un problema aggregativo e in che termini?

 R- In questo momento sembra che a Catania si sia perso il bandolo della matassa. Il degrado, la sporcizia e il malaffare avanzano. La classe politica sembra inerme, se non addirittura compiacente. La cittadinanza accetta supinamente la situazione attuale. Con apatia e pigrizia – aggiungiamo con amarezza. Come se lo status quo sia questo e tale deve restare. A tutto ciò si deve aggiungere che i giovani sono lasciati in balia di loro stessi. Nei quartieri popolari e non, sono totalmente assenti luoghi pubblici dove poter fare esprimere i giovani, fargli far sport o studiare. Non si può lasciare che droga, malavita e cultura dello sballo abbiano il monopolio su di loro, come tristemente già avviene. Ci vogliono luoghi dove sia vissuta e praticata la solidarietà. Luoghi sicuri. Il problema è dunque Drammatico. Non vederlo può avere conseguenze disastrose per tutti.

 D. Le istituzioni, a vostro avviso, hanno ben chiari i termini della questione?

R.- Dire istituzione, implica una contro-domanda: Quali? Il Ministro Meloni ha avanzato la proposta di legge sulle comunità giovanili. Bene. Ma ancora nulla. A livello locale, ci sono rappresentanti che si sono dimostrati a più riprese sensibili. Ma di fatto, nulla è mutato. Sembra non ci sia volontà. L’estate scorsa abbiamo girato un video documentario per denunciare lo stato di abbondono in cui versano molti stabili Comunali. Uno spreco e uno scandalo! Dietro l’acquisto di alcuni stabili da parte del Comune (vedi il Bernini), ci sarebbe da indagare. Cifre esose per acquistare stabili lasciati poi alla mercé di tossicodipendenti. Oppure il caso di Villa Fazio a librino. Un centro d’aggregazione per giovani, con campi sportivi e altro. È abbandonato da anni. Una struttura bellissima, dove è stato rubato tutto, dove hanno risieduto ROM per diverso tempo, e dove qualcuno ha parcheggiato –addirittura- dei cavalli. Tutto Vero: il documentario è chiarissimo! Villa Fazio fu per noi il primo esperimento del Progetto Cervantes. Fu un occupazione lampo. Lasciammo la struttura sotto la promessa che sarebbe stata riattivata per renderla fruibile al quartiere. Promesse non rispettate dalla giunta Scapagnini. Anche oggi saremmo disposti a lasciare l’asilo “XX Settembre” se il Comune lo restituisse ai bambini. Non ci siamo voluti fare la “villetta” in città per il nostro svago, ma per rispondere ad un esigenza sociale.

 D. Legalità ad ogni costo oppure il volontariato sociale può avere dei suoi margini d’azione? Se è si in che modo?

 R. - La legalità è un valore, il “legalismo” una censura. Se si occupa, ma si aggrega in maniera positiva, non ci si può appellare alla legalità: è un’ipocrisia. Legalità e giustizia sociale devono andare di pari passo. È oggettivamente un’anomalia che i cittadini si debbano auto organizzare. Ma in assenza d’istituzioni solerti, occupare è giusto. Diventa l’unica soluzione. Quindi, stando allo stato attuale dei fatti, se ci sono associazioni che vogliono intervenire, anche a spese proprie – come abbiamo fatto noi-, devono essere tollerate. Soprattutto, se in pratica l’unico reato commesso è l’occupazione in quanto tale. Certo, zero droghe, zero violenza! Se le istituzioni decidono di snobbare tali energie, non riconoscendogli uno status, chi è allora che promuove l’illegalità? L’omissione è peccato.

  D. È fruttuoso il connubio tra ideologia politica e attività di volontariato?

 R. - Prendiamo atto che le ideologia del XIX e del XX sono crollate. Siamo nel Terzo Millennio e non possiamo leggere la realtà con schemi superati. Ma le istanze di Giustizia e Socialità sono quanto mai attuali. Operare per la giustizia e la pace sociale non è ideologismo, è un dovere. Non farlo è viltà! Questa è radicalità post-ideologica. Dove radicale non ha nulla a che vedere con la violenza, anzi: l’odio politico e l’intolleranza sono un male! E l’ottusità ideologizzata pure! Per rispondere alla sua domanda. Anche se siamo andati oltre il XX Secolo, non si può negare che certe produzioni ideale hanno avuto una spiccata vocazione sia al volontariato che alla socialità. Non possiamo negare che nel nostro retroterra politico e intellettuale, un certo richiamo al primissimo fascismo rivoluzionario, quello di marca più sociale, è presente. Anche il richiamo alla grande lezione della Dottrina Sociale della Chiesa lo è. Prospettive che mettono in primo piano le istanze dei più poveri e degli ultimi. L’idea del Cervantes prende spunto da queste correnti. Quindi, se la nostra azione di volontariato trae spunto da linee culturali precise, il connubio è fruttuoso.

Per leggere l’articolo per intero clicca qui >>

www.lnx.cataniapolitica.it/wordpress/2009/11/10/le-tre-verita-azione-giovani-cervantes-experia/  

 

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martedì, 10 novembre 2009, ore 12:28

amoergosum
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lunedì, 02 novembre 2009, ore 22:08

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venerdì, 30 ottobre 2009, ore 11:38

bannercervantes1 In merito allo sgombero del CPO Experia avvenuto all’alba di Stamani ad opera della Polizia di Stato e dei Carabinieri  lo Spazio Cervantes esprime alcune perplessità.

Non entriamo nel merito del colore politico dell’occupazione.  Non c’interroghiamo neanche se il CPO Experia si è stato o no un “buon” Centro Sociale. Il problema dello sgombero di stamane continua a essere sociale. Questa città non gode di centri pubblici votati all’aggregazione giovanile. Le istituzioni cittadine hanno sempre sorvolato sulla questione, dando ampia possibilità di aggregazione a realtà criminali.A questo vuoto hanno cercato di porre rimedio e continuano a farlo gli Spazi occupati, optando de jure per l’illegalità, ma de facto per la giustizia sociale e la solidarietà.

Lo sgombero di stamani non può che preoccuparci. Queste azioni di forza, slegate da qualsiasi reale piano politico mirante alla promozione della socialità, non possono che essere lette come riprova della volontà delle istituzioni di non voler affrontare i reali problemi della Città.

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martedì, 27 ottobre 2009, ore 14:30

manifestoA3dinamo copia

 

Da qualche giorno siamo entrati nel vivo delle competizioni studentesche per l’elezioni ai rappresentanti in seno al Consiglio d’Istituto e alla Consulta provinciale.

“È già iniziata la lottizzazione dei neoeletti da parte di accozzaglie politiche che – dichiara Francesco Chittari responsabile del gruppo studentesco Dinamo- hanno il solo interesse di gestire i fondi stanziati dalla Provincia”.

La Consulta studentesca è uno strumento che – continua Chittari- dovrebbe servire gli studenti e non gli interessi di quello o quell’altro uomo politico”. “Noi siamo tra i pochi a non avere nessun partito o onorevole dietro, bensi – sottolinea il responsabile di Dinamo- il gruppo di persone che ha dato vita allo Spazio Cervantes di via S.Sofia 42, e auspichiamo che agli interessi personali prevalgano quelli della comunità studentesca catanese.

“È strano che vi siano situazioni come la scuola Bovio- continua Andrea Calabrò eletto da qualche giorno alla Consulta degli studenti nelle fila di Dinamo- che esprime due consiglieri alla consulta avendo però un numero di studenti esiguo.”

“Per un tranquillo svolgimento delle elezioni alla consulta- concludono- chiediamo al Provveditore di verificare la reale idoneità delle scuole che esprimono gli oltre duecento rappresentanti”

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lunedì, 26 ottobre 2009, ore 10:32

caltagirone
Protesta dell’associazione universitaria Linea Mercuzio e dello Spazio Libero Cervantes sulla laurea honoris causa in “Governo e gestione delle Amministrazioni e Imprese” conferita dall’Università degli Studi di Catania a Francesco Bellavista Caltagirone, presidente della società dell’Acqua Pia Antica Marcia, Venerdi 23 u.s. Alla cerimonia erano presenti le più alte cariche cittadine: dal Rettore al sindaco, per finire col Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo.
“La Società presieduta da Caltagirone  è sotto inchiesta da parte della Magistratura per lottizzazione abusiva in merito ai lavori di recupero del “Mulino Santa Chiara” nei pressi del Porto cittadino. Dal Marzo 2009 lo stabile è stato posto sotto sequestro. Senza entrare nei meriti della faccenda che lasciamo al giudizio dei magistrati, c’è da spendere qualche riflessione. Mentre la città affossa tra i suoi tanti mali, si abbatte su di essa un ennesimo scandalo edilizio dalle forme oggettivamente ingombranti. E mentre un’ istituzione autorevole sta indagando sui fatti, un’altra, quella che rappresenta in città le aspirazioni luminose del genio umano, premia il presunto autore del misfatto in quanto «modello di cultura d’impresa da proporre ai nostri giovani universitari». Dietro ciò c’è qualcosa di grottesco. Stando ai fatti è come dire: l’abusivismo è una risorsa, le furberie vanno premiate. Catania è stata umiliata nuovamente. Stavolta dalle sue Istituzioni. Nuovamente colpevoli del dissesto morale che attanaglia la città da ormai troppo tempo. Qualcuno dovrebbe rispondere di quanto è accaduto.
Pertanto chiediamo al Magnifico Rettore e al Senato Accademico delle spiegazioni urgenti”.
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domenica, 25 ottobre 2009, ore 14:52

Cervantes: Mens sana in corpore sano
da www.cataniapolitica.it

di Dario La Rosa-Se c’è un luogo a Catania che si può considerare una fucina di idee, iniziative e progetti è proprio il “Cervantes”, il centro di aggregazione giovanile di Via Santa Sofia, 42 a Catania. Tante le iniziative portate avanti nel centro, dalla biblioteca, al cineforum estivo, al mercatino del libro usato studentesco, all’organizzazione di concerti rock, e poi, ma non per ultimo perché ancora tanti i progetti in cantiere, la messa in opera di una palestra sociale, con attrezzi per la pesistica e corsi di lotta libera seguiti dal maestro di arti marziali Placido Maugeri. “Mens sana in corpore sano”, mai questo modo di dire è stato più appropriato, visto il lavoro svolto dai ragazzi del centro. La palestra del Cervantes è stata inaugurata questo pomeriggio (ieri ndr), con una dimostrazione di Valetudo, arte marziale mista, tenuta da atleti professionisti, alla presenza di tanti ragazzi del quartiere di cibali (dove è situato il centro), affascinati e curiosi delle tecniche di questa disciplina, ed allo stesso tempo felici perché con prezzi modici, o come sottolineano i responsabili del centro “prezzi sociali”, da 10 a 20 euro, avranno la possibilità di poter frequentare una palestra attrezzata di tutto quello che occorre per potersi mantenere in forma, ed allo stesso tempo apprendere le tecniche di autodifesa. <<Iniziative come questa -dicono i responsabili di Cervantes- ci riempiono di gioia, la nostra idea, è quella di creare un centro polifunzionale per permettere ai tanti giovani del quartiere di cibali e della città tutta di avere un posto sicuro dove potersi vedere e riunire dopo l’orario scolastico, che non sia la strada.>>.

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domenica, 18 ottobre 2009, ore 21:09

 


Sabato 24 Ottobre alle ore 18, nei locali di Via Santa Sofia n°42, Progetto Cervantes inaugurerà la palestra non conforme “MAYHEM”. La palestra si inserisce all’interno della programmazione delle attività sociali dell’Associazione per la riqualifica dello stabile abbandonato, ex scuola XX settembre, che i ragazzi di Cervantes hanno ridato alla cittadinanza già dal 9 aprile scorso.

Quanto sai di te stesso se non ti sei mai battuto  è il messaggio che abbiamo deciso di inserire, nel manifesto pubblicitario dei corsi di lotta libera, per sottolineare l’importanza delle discipline marziali nella crescita interiore di ogni individui. E’, infatti, riconosciuto da tutti che  in generale tutte le arti marziali hanno grandi effetti sia sul fisico che sul carattere del praticante: disciplina, senso del dovere e del rispetto, autocontrollo, sviluppo muscolare, della resistenza agli sforzi, maggior plasticità dei movimenti ne sono alcuni esempi.Grazie alla sensibilità di alcuni cittadini  siamo riusciti a realizzare anche una sala pesi che sarà fruibile a tutta la cittadinanza così come i corsi di lotta libera.

 

 

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martedì, 13 ottobre 2009, ore 14:19

raccolta aiuti messina copia
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